LA SIGNORA CON LA BARA

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Ovvero il Fascino del Mistero
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Racconti del mistero,
presenze dell’altrove e fenomeni inquietanti in un’atmosfera alla Edgar Allan Poe.

dalla Presentazione:

"Dalla normale, serena quotidianità delle piccole azioni abitudinarie, talvolta scaturiscono improvvisi, brevi e impalpabili “segni” di un “paranormale” sempre a noi vicino ma mai nitidamente inquadrabile dalla mente razionale.
“Segni” impermanenti, transitori fenomeni inspiegabili, brividi d’orrore, effimeri ma non per questo meno graffianti per chi ha la ventura di scorgerli.
Spiriti dei defunti si scoprono aleggiare in persone e abitazioni per mostrare amore, odio, disappunto o curiosità che la prematura e improvvisa dipartita non ha potuto placare. Incontri che subito si dissolvono apparentemente senza lasciare traccia ma che rimangono indelebili nella mente.
Con tocco delicato e pennellata gentile, Francesca Barraco ci conduce così nelle vite “normali” dei suoi Personaggi in un mondo semplice, dove la quotidianità si snoda ordinaria sino ad un brivido imprevisto, sino ad un punto di contatto con l’imponderabile, con quell’aldilà che sempre confina e spesso interseca il mondo materiale inondato dalla luce della ragione.
Brividi che increspano per un attimo le nostre vite abituali, prima che la cortina ricada nuovamente a separare i mondi e tutto torni alla “normalità”."

 

Indice  
- la signora con la bara    
- la casa rossa    
- le fiammelle del cimitero     
- la corriera dei morti     
- la fattura  
- un fantasma in famiglia 
- le signore della torre scura  
- la suocera in cantina     
- l’ appartamento posseduto   

 -  *  -  *  -

da "La Fattura"

Paolina e Gaetano, due giovani che vivevano in un paesino di mare, si erano conosciuti e si erano perdutamente innamorati l’uno dell'altra.  
Si incontravano quasi ogni giorno in parrocchia, ma sempre di nascosto perché entrambi avevano problemi in famiglia!  
Paolina era figlia di un modesto giardiniere mentre Gaetano apparteneva ad una delle famiglie più ricche del paese. Aveva, inoltre, due sorelle molto egoiste e di animo cattivo che non lo perdevano mai di vista. Esse, conoscendo il carattere generoso del fratello, temevano che un giorno potesse innamorarsi di una ragazza povera, senza arte né parte, e scialacquare con lei la sua parte di eredità.
E, almeno su questo, avevano ragione: ciò che temevano divenne infatti realtà e quando se ne resero conto era ormai troppo tardi. Il fratello era molto innamorato e deciso a sposare la sua ragazza! Non c'era tempo da perdere, bisognava correre ai ripari. ...

 -  *  -  *  -

da "La Casa Rossa"

... Una mattina in cui Mario si sentiva particolarmente assonnato, rimase distanziato dal padre così tanto che quando lo cercò, sulla stradina acciottolata che stavano percorrendo, non lo vide più, - non importa - pensò - tanto la strada la conosco bene, vuol dire che gli farò una bella sorpresa quando lo raggiungerò. Mentre pensava ciò, alzò gli occhi e vide una casetta dipinta di rosso sul ciglio della strada con le luci accese. Che ci faceva gente in piedi a quell’ora del mattino? Incuriosito, si avvicinò e guardò all’interno della casa.  
- Mamma mia, quanto ben di Dio c’è su quella tavola! -disse tra sé e sé - non ci posso credere! Marmellata, cioccolata, brioches, panini al latte e poi burro, latte, caffè, succhi di frutta. Ma dove sono capitato, nel paese delle fate? Se penso alla colazione di casa mia, un po’ di pane inzuppato nel latte... ma d'altra parte, di che mi lamento? I miei genitori sono poveri, mi danno quello che possono. Tutta quest’abbondanza, però, mi fa venire proprio l’acquolina in bocca!

Mentre era incollato con il naso al vetro della finestra, Mario vide due bambini che, insieme ai loro genitori, stavano facendo colazione e si allontanò immediatamente. Non voleva che gli abitanti della casa si accorgessero di lui e corse dietro al padre che era già scomparso all’orizzonte. Arrivato al piccolo pezzo di terra, si mise d’impegno a lavorare raccogliendo i rami che suo padre aveva potato dagli alberi di ulivo e che sarebbero serviti per riscaldare la casa durante l’inverno.
Più tardi, mentre il padre zappava, Mario gli fece compagnia, ripassando un paio di capitoli di storia, perché alle otto del mattino doveva andare a scuola e quel giorno c’erano le interrogazioni.
Ritornando verso casa, un’ora dopo, gli occhi di Mario andarono automaticamente alla casa rossa, ma non vide alcun movimento, forse i suoi abitanti erano andati, chi al lavoro e chi a scuola. Ma a quale scuola? Mario non aveva mai visto i due bambini di quella casa nella sua scuola e in paese ce n'era solo una.
Era proprio un mistero, ma non ci pensò più di tanto, arrivò a casa, si cambiò, indossò la divisa scolastica e, preso il suo zainetto, si avviò verso la scuola...

 

 

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88-7392-120-2
Francesca Barraco
Silvio Canavese