Dell'Arte della Guerra

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Proemio di Niccolò Machiavegli Cittadino e Segretario Fiorentino a Lorenzo di Filippo Strozzi Patrizio Fiorentino
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"Credevano i nostri prìncipi italiani, prima ch'egli assaggiassero i colpi delle oltramontane guerre, che a uno principe bastasse sapere negli scrittoi, scrivere una bella lettera, mostrare ne' detti e nelle parole arguzia e prontezza, sapere tessere una fraude, ornarsi di gemme e d'oro, dormire e mangiare con maggiore splendore che gli altri, governarsi co' sudditi avaramente e superbamente, marcirsi nello ozio, né si accorgevano i meschini che si preparavano ad essere preda di qualunque gli assaltava. Ma quello che è peggio, è che quegli che anticamente volevano tenere lo stato, facevano e facevano fare tutte quelle cose che da me si sono ragionate, e che il loro studio era preparare il corpo a' disagi e lo animo a non temere i pericoli."
"Hanno molti tenuto e tengono questa opinione: che non sia cosa alcuna che minore convenienza abbia con un'altra, né che sia tanto dissimile, quanto la vita civile dalla militare. Donde si vede spesso, se alcuno disegna nello esercizio del soldo prevalersi, che subito, non solamente cangia abito, ma ancora ne' costumi, nelle usanze, nella voce e nella presenza da ogni civile uso si disforma; perché non crede potere vestire uno abito civile colui che vuole essere espedito e pronto a ogni violenza.
E se in qualunque altro ordine delle cittadi e de'regni si usava ogni diligenza per mantenere gli uomini fedeli, pacifici e pieni del timore d'Iddio nella milizia si raddoppiava, perché in quale uomo debbe ricercare la patria maggiore fede, che in colui che le ha a promettere di morire per lei? Questa necessità considerata bene, e da coloro che davano le leggi agli imperii, e da quegli che agli esercizi militari erano preposti, faceva che la vita de' soldati, dagli altri uomini era lodata e con ogni studio seguitata e imitata."

Niccolò Machiavelli fu innanzitutto uomo politico e rappresentò il tipico esempio di eclettismo del rinascimento italiano. Nato a Firenze il 3 maggio del 1469, rampollo del casato di Bernardo de' Machiavelli e morto nel 1527 , fu storico, scrittore, drammaturgo ma soprattutto politologo e filosofo di tale acume da essere oggi riconosciuto da molti come il fondatore della moderna scienza politica.
Divenuto ben presto "Segretario del Consiglio degli Ottanta" e poi della Cancelleria dei Dieci, ricoprì spesso il ruolo di ambasciatore della repubblica fiorentina nei suoi rapporti con i grandi stati italiani ed europei dell'epoca. Uomo di genio, conobbe e frequentò altri grandi della sua epoca quali Leonardo da Vinci, Cesare Borgia, Lorenzo de'Medici. Della sua ricca storia di uomo politico del suo tempo rimane il mito della sua leggendaria capacità di comprensione dei vari livelli di contrattazione politica e la sua abilità di consigliere per il Principe.

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88-7392-092-6
Niccolò Machiavelli