LE ERBE OFFICINALI

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Antica Medicina dei Celti
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Nell'era altamente scientifica e tecnologica in cui viviamo, sembra strano che molte persone credano ancora di potersi curare con le "erbe officinali". Ma nelle erboristerie e in molte farmacie sono numerosi quelli che preferiscono ancor oggi i rimedi naturali a quelli chimici. Nelle librerie poi, abbondano i trattati di fitoterapia, segno evidente che l'argomento continua a suscitare un vivo interesse.
Probabilmente sono state le donne primitive a scoprire la coltivazione delle erbe e delle piante utili per l'alimentazione e ad apprendere per esperienza che alcune servivano a curare le malattie. Sciamani, sacerdoti, guaritori, hanno poi approfondito questa primordiale scienza medica, fonte di magico prestigio, di potere e anche di ricchezza.
Quando la scrittura fece la sua comparsa si ebbero le prime testimonianze sulle potenzialità terapeutiche, per esempio, del vino e dell'olio: ne parlano scrittori greci e storici latini come Plinio e Tito Livio e lo si legge anche nella Bibbia.
Un particolare interesse per le erbe officinali lo troviamo anche presso i Celti, e i loro Druidi trasmisero ai Romani alcune delle loro conoscenze mediche. I maggiori diffusori della scienza fitoterapica dei Celti furono però i monaci irlandesi del medioevo che riportarono per scritto la tradizione orale e da quel momento si moltiplicarono nei secoli successivi i trattati più o meno scientifici che denotano il continuo interesse per la materia. L'attuale progresso scientifico, non solo non ha eliminato questo interesse, ma lo ha addirittura alimentato. Studiosi, ricercatori di importanti istituti farmacologici e professori di prestigiose università di tutto il mondo stanno sistematicamente sperimentando la validità di antiche ricette e visitano i guaritori delle ultime tribù primitive per carpire e capire i loro segreti tramandati nel tempo.
Molte antiche credenze sono state sfatate, altre invece hanno ricevuto conferma della loro validità. L'aspetto magico-rituale delle terapie è scomparso, ma ha trovato ampio spazio l'effetto positivo dell'autosuggestione nelle guarigioni.
Dobbiamo ricordare infine che molte medicine moderne sono di origine vegetale anche se ora le loro molecole sono riprodotte chimicamente per sintesi nei laboratori farmaceutici. A tale proposito basti citare per tutte l'aspirina, composta di acido acetilsalicilico, che cura molti mali e che, come ricorda il nome, deriva dalla corteccia dell'umile pianta del salice.

 

Il volume è corredato di una serie di riproduzioni delle erbe, tratte da un testo del 1500.

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88-86692-77-3
Plinio – Diancecht
Giorgio Maria Miramonti