LE FESTE DEI CELTI

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La Via della Morte e della Rinascita nella Spiritualità Celtica
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È innegabile che il mondo celtico, con la sua visione filosofica costantemente in bilico tra visibile e Invisibile, abbia influenzato poeti e artisti di ogni tempo. Il mito immortale del Graal ne è un esempio, così come quello analogo di Fetonte.
Le feste celtiche si snodano in un percorso in cui il mondo terreno e il mondo degli dèi si sovrappongono. Le stagioni scandiscono i ritmi della vita e della morte; la morte non è la fine ma un nuovo inizio. Nei cicli della natura si trova l'elemento divino, che permea l'intera vita dei Celti. Le feste celtiche sono i momenti in cui si aprono le porte tra il mondo degli uomini e quello del Trascendente. Secondo i Celti gli spiriti dei defunti e gli abitanti del mondo invisibile possono comunicare con i viventi, ma soprattutto, il calendario cosmico delle feste celtiche rivela una via spirituale che rispecchia il ciclo della morte e della rinascita, tipico della filosofia dei druidi.

è indubbio che tra i bisogni primordiali degli esseri viventi vi siano due impulsi irrefrenabili: la conservazione di se stessi e la riproduzione della propria specie. Il bisogno di sentirsi parte di una catena infinita che parte dal Vuoto e si dipana, attraverso l'apparenza del tempo, nel futuro, in un certo senso è questa la vera ricerca dell'immortalità.
Come l'Albero Cosmico che rappresenta il divenire, il contemporaneo essere e vivere in ogni piano temporale, parte di un tutto vivente che si evolve, ma non si nutre delle proprie radici, anzi attraverso esse trae nutrimento.
Conoscere le ritualità e la spiritualità profonda dei Popoli Naturali permette all'essere umano di rafforzare le proprie radici nell'Esistenza, per trarre linfa e spinta che porti verso il futuro.
Studiare le antiche ritualità dei Popoli Celtici, ritrovare gli innumerevoli punti di contatto con altre culture tra loro e con noi distanti non solo nel tempo, ma anche nello spazio, è come percorrere il Ponte dell'Arcobaleno, che univa Asgard alla Terra degli Uomini.

 

Giancarlo Barbadoro è scrittore e musicista. La sua ricerca si ispira all”Arte alchemica del Silenzio”, un percorso ispirato alle antiche tradizioni dei druidi del Nord Europa,

che egli esprime attraverso i libri, la poesia e la musica.

È autore di numerosi testi sul celtismo e sulle tradizioni dei Nativi europei, in cui ha raccolto le testimonianze e le esperienze delle antiche famiglie celtiche del Nord e Centro Europa per dare continuità alla tradizione druidica.

E’ membro del LabGraal, gruppo rock celtico a cui partecipa nella doppia veste di flautista e poeta.

E’ delegato ONU e rappresentante di sei organizzazioni indigene. Insieme a Nativi di tutti i continenti ha fondato la Ecospirituality Foundation Onlus, una organizzazione in stato consultativo con l'ONU che lavora per la tutela dei luoghi sacri e delle tradizioni dei Popoli naturali.

Rosalba Nattero è musicista e scrittrice. Da sempre appassionata alle tradizioni celtiche, ha pubblicato numerosi testi sulla mitologia e la cultura dei Celti.

E’ voce solista del LabGraal, gruppo keltic-rock da lei fondato, con il quale opera alla divulgazione del patrimonio musicale celtico e a numerose iniziative di solidarietà.

Insieme con Giancarlo Barbadoro è rappresentante di sei comunità indigene e in qualità di delegata ONU è impegnata nella tutela delle terre sacre e delle tradizioni dei Popoli nativi.

Dal contatto diretto e continuativo con le tradizioni dei popoli celtici trae continui spunti per le sue ricerche che divulga sia in campo musicale che attraverso conferenze, articoli e libri.

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Giancarlo Barbadoro